Nella traduzione di testi quotidiani, un errore in una frase al massimo suona strano. Ma i contratti sono diversi: una sola parola di scarto può alterare direttamente diritti e obblighi, valendo una vera e propria fortuna.

L'obiettivo della traduzione dei contratti non è mai "che suoni scorrevole", ma "che il significato legale sia identico parola per parola". Di seguito, le aree in cui è più facile incorrere in errori.

Le insidie più comuni nella traduzione dei contratti

1. Le parole comuni sono in realtà termini tecnici

Nei contratti, moltissime parole di uso comune hanno un significato legale specifico: "consideration" è "corrispettivo" e non "considerazione", "indemnify" è "indennizzare/risarcire", "represent" nelle clausole di dichiarazioni e garanzie significa "dichiarare". Tradurre letteralmente porta a errori.

2. I verbi modali decidono le sorti

"shall", "may", "must", "will" nei contratti corrispondono rispettivamente a obbligo, diritto, imposizione e volontà, e non possono essere usati in modo intercambiabile. Tradurre "shall" (dovere) con "potere" equivale a trasformare un obbligo in una facoltà.

3. Frasi condizionali ed eccezioni

Strutture come "a meno che... altrimenti", "a condizione che...", "purché" o le clausole di riserva: se la logica viene tradotta in modo errato, cambia l'intero ambito di applicazione della clausola.

4. Numeri, date, importi

Milioni e miliardi, data di efficacia e data di firma, IVA inclusa o esclusa: non sono questioni linguistiche, ma di verifica, e la distrazione è il nemico peggiore.

5. Differenze tra giurisdizioni

Lo stesso concetto legale ha nomi diversi a seconda della giurisdizione. La terminologia legale di Cina continentale, Hong Kong e Taiwan ha ciascuna le proprie convenzioni; la localizzazione deve tenere conto delle abitudini espressive della giurisdizione di destinazione.

Perché né la sola macchina né il solo umano sono ideali

La sola macchina è veloce, ma non gestisce in modo affidabile le insidie sopra citate; il solo umano è preciso, ma i contratti hanno spesso clausole ripetitive e sono molto lunghi, quindi tradurre da zero è sia lento che costoso.

L'approccio più pragmatico è traduzione automatica iniziale + revisione umana (MTPE): l'IA produce rapidamente una bozza applicando il glossario, e il traduttore concentra il tempo sulla verifica delle clausole ad alto rischio. Per maggiori dettagli, vedi Traduzione automatica + revisione umana: la via di mezzo veloce e precisa.

Tre mosse per ridurre al minimo i rischi

Azione Cosa risolve
Creare un glossario legale Fissa le traduzioni designate per i termini chiave, garantendo uniformità in tutto il testo
Traduzione iniziale con più modelli Affida i paragrafi specializzati ai motori con la massima precisione
Revisione umana delle clausole ad alto rischio Verifica puntuale di verbi modali, frasi condizionali e importi

Il glossario è le fondamenta della traduzione dei contratti; per sapere come crearlo, consulta: Perché le aziende devono assolutamente creare un glossario per le traduzioni?

Un promemoria: per i contratti che coinvolgono interessi significativi, anche se la bozza IA è ottima, si consiglia sempre una revisione finale da parte di professionisti. Il valore degli strumenti di traduzione è liberare le persone dal lavoro ripetitivo, permettendo loro di concentrarsi su ciò che richiede vero giudizio.

Se hai bisogno di elaborare contratti in blocco o vuoi implementare il glossario e il processo di revisione all'interno del tuo team, ti invitiamo a scoprire le soluzioni aziendali.